Una sostenibilità oltre i luoghi comuni
Il 90% del cacao mondiale viene coltivato da circa 5,5 milioni di micro-aziende familiari. Parliamo di piccoli proprietari con appezzamenti tra i 2 e i 5 ettari, estesi quanto 3 o 4 campi da calcio. Coltivare il cacao è un lavoro duro e privo di meccanizzazione, una sfida quotidiana contro la scarsa conoscenza della natura, malattie, meteo e genetica. Per capire lo sforzo: se un frutteto di mele produce fino a 40 tonnellate per ettaro, uno di cacao oscilla appena tra 0,5 e 1 tonnellata di prodotto finito.
Questa differenza dipende dal fatto che del frutto (cabossa) si usano solo i semi interni che, fermentando ed essiccando, perdono oltre la metà del peso. Così, ogni albero dona in un anno meno di un chilo di fave secche, utili a produrre lo stesso quantitativo di cioccolato fondente al 70% di cacao.
Dietro questa fatica c’è una comunità invisibile: 5,5 milioni di coltivatori diretti e oltre 14 milioni di braccianti stagionali. In totale, tra i 40 e i 50 milioni di persone nel mondo dipendono da questa filiera per sopravvivere. Qui si consuma il paradosso del mercato: a fronte di un’industria globale da oltre 100 miliardi di dollari all’anno, la maggior parte dei 5-6 milioni di produttori vive in povertà estrema con meno di 1,20 dollari al giorno.
Frammentazione, isolamento e prezzi di borsa concentrano il valore a fine catena, calpestando il lavoro agricolo in nome del profitto.
Noi di Chocolate For Family non accettiamo questo stato delle cose e rifiutiamo una sostenibilità di facciata fatta di slogan sui packaging. L’eccellenza del gusto non può prescindere dall’etica e dalla dignità umana, sia nelle piantagioni sia a casa nostra. Per questo riscriviamo le regole del gioco attraverso sei pilastri fondamentali di responsabilità.

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